Spettacolo teatrale “Francesco e il Sultano – Ainalsharaa – Il Pozzo dei Poeti”

 

Teaser dello spettacolo teatrale "Francesco e il Sultano- Ainalsharaa - Il Pozzo dei Poeti", Museo Interreligioso di Bertinoro, venerdì 12 luglio ore 21:00. Con regia di Otello Cenci, testo di Giampiero Pizzol, con Valeria Collina, Mirna Kassis, musiche di Fabio Mina, animazioni pittoriche di Alice Tamburini Video credits Joseph Nenci.

Geplaatst door Museo Interreligioso di Bertinoro op Woensdag 26 juni 2019

OTELLO CENCI – Regia e drammaturgia
GIAMPIERO PIZZOL – Autore del testo
MIRNA KASSIS – Cantante e interprete
VALERIA KHADIJA COLLINA – Attrice

FABIO MINA – Musicista
ALICE TAMBURINI – Illustrazioni pittoriche
JOSEPH NENCI – Visual Designer
VIRGINIA MANCINI – Scenografie e costumi

Nel 1219, nel pieno della quinta crociata, Francesco d’Assisi attraversa il Mediterraneo, supera la terra di nessuno segnata da un conflitto cruento, si presenta come semplice cristiano ed è accolto come ambasciatore di pace da Malik al Kamil, Sultano d’Egitto e di Siria, uno dei più influenti e lungimiranti capi dell’Islam. Al momento dell’imbarco, l’animo di Francesco è lacerato: da una parte le inquietudini nate dalle domande sul suo possibile martirio, dando testimonianza al Vangelo con l’annuncio in terra d’Islam, dall’altra la preoccupazione per i giovani frati Ottone, Bernardo, Adiuto, Accursio e Pietro che, proprio sull’esempio della predicazione di Francesco, si erano imbarcati per raggiungere il Marocco attraverso la Spagna. Al momento della partenza per raggiungere l’Egitto, Francesco ignora il destino dei cinque giovani. Davanti al mare, Francesco si affida ad un Dio senza confine. “Francesco e il Sultano. Ainalsharaa – Il pozzo dei Poeti”, è il racconto in parole, musica, canto e immagini, di un incontro cruciale avvenuto 800 anni fa in Egitto, a Damietta, una città che si affaccia sul Mar Mediterraneo e sul Delta del fiume Nilo. Un’opera che offre in forma poetica alcune riflessioni sul significato della parola dialogo e sull’origine profonda della pace. Due grandi uomini, figli di popoli in lotta tra loro e fedeli a un Dio chiamato in maniera differente, trovano le parole per raccontarsi e il desiderio di ascoltare. Un evento storico che offre l’opportunità a due donne del nostro tempo, una siriana e l’altra italiana, di incontrarsi, conoscersi e paragonarsi con i fatti di allora. Un incontro che oggi, come allora, apparentemente non cambia le sorti del mondo, ma che costruisce un piccolo, solido ponte tra due persone offrendo un esempio stimolante per ciascuno gli uomini e le donne del nostro tempo.

Otello Cenci

Dopo diversi anni come attore, ha curato la direzione creativa di eventi complessi internazionali unendo linguaggi scenici differenti come recitazione, danza, musica, video installazioni, acrobatica. Dal 1998 è direttore artistico del festival internazionale culturale Meeting per l’amicizia fra i popoli. Come regista ha curato oltre 20 produzioni in Italia, Israele, Kenya, Libano, Irlanda, collaborando tra gli altri con Giancarlo Giannini, Glauco Mauri, Galatea Ranzi, Ermanna Montanari, Gioele Dix, Maddalena Crippa, Lucrezia Lante della Rovere, Massimo Popolizio, Gigio Alberti, Massimo Dapporto, Alessandro Preziosi, Maurizio Donadoni, Sandro Lombardi. Ha realizzato opere teatrali, liriche e multimediali su testi di Carlo Veneziani, William Shakespeare, Gilbert Keith Chesterton, Clive Staples Lewis, Thomas, Stearn Eliot, Albert Camus, Giacomo Leopardi, Paul Claudel.

Giampiero Pizzol

Dal 1976 si occupa professionalmente di teatro presso l’Istituto Musicale e Teatrale (IMET) dell’Ateneo bolognese insieme all’attrice Matilde Marullo. È tra i fondatori dello storico ensemble del Teatro dell’Arca. Ha scritto oltre cinquanta fiabe teatrali per ragazzi per varie Compagnie, tra cui Accademia Perduta Romagna Teatri e il Bjorne Teatret di Danimarca. Ha vinto il Festival del Teatro Sacro nel 2011 con Lazzaro vieni dentro e nel 2009 con Il Vangelo visto da un cieco, il premio Et teatro giovani nel 2004 con I Musicanti di Brema e il Festival di Porto Sant’Elpidio con l’operina Puck-storia di un folletto. Collabora attivamente con il Dipartimento di lingue e letterature straniere della scuola interpreti e traduttori dell’Ateneo di Bologna.

Mirna Kassis

Originaria di Damasco, Siria, dove inizia a studiare canto in conservatorio; nel 2012 si trasferisce in Italia, dove prosegue gli studi musicali presso il Conservatorio di musica Nicolò Paganini di Genova, dove attualmente vive. Specializzata in musica araba tradizionale, si esibisce in numerosi concerti e festival, in Italia e all’estero. In teatro, Mirna è la protagonista di Didone di Enrico Purcell e Aeneas (2013), e ricopre ruoli da attrice non protagonista in opere come L’incoronazione di Poppea di Monteverdi nel 2014, Il nuovo don Chischiotte nel 2015, Così fan tutte di Mozart nel 2016. Il più recente album della cantante è una commistione di elementi classici europei e mediorientali, dando vita ad un progetto che abbraccia due differenti tradizioni.

Valeria Khadija Collina

Da giovane è una femminista convinta che si diletta in performance teatrali, per poi iniziare a recitare come attrice professionista. Dopo essersi convertita all’Islam, si sposa e ha due figli. Insieme al marito si trasferisce a Fez, Marocco. In seguito alla separazione torna poi in Italia, dove tutt’oggi vive in provincia di Bologna. Dopo la morte del figlio Youssef, rimasto ucciso nell’attacco del 3 giugno 2017 sul London Bridge, ha fondato l’associazione Rahma, per la promozione dell’integrazione e la lotta contro la radicalizzazione dei giovani musulmani in Italia. È autrice del libro Nel nome di chi, scritto insieme al giornalista Brahim Marad, dove racconta il dramma della vicenda che ha visto coinvolto il figlio e gli avvenimenti che ne sono scaturiti.

Fabio Mina

Riminese dedito alla musica sin da bambino, Fabio si dedica alla composizione dal 2000, per poi diplomarsi nel 2004 al Conservatorio di Pesaro. Durante gli anni del conservatorio, si dedica anche all’improvvisazione musicale di svariati generi. Specializzato in musica antica e sacra, si è concentrato in particolare sul repertorio Sufi e su quello della misticamedievale Hildergarda Von Bingen. Collabora con diversi artisti, come il tedesco Markus Stockhausen e l’italiano Marco Zanotti, sempre alla ricerca della più intima relazione tra musica e spiritualità. È interessato all’utilizzo del suono ambientale, registrando con microfoni, microfoni a contatto e idrofoni i suoni più nascosti e meno riconducibili alla fonte per poi creare ritmi e armonie con cui interagire. Tutti questi elementi contribuiscono a creare un suono, una musica che si discosta dalle visioni più puriste dei generi cercando di collocarsi tra fruibilità e sperimentazione.

Alice Tamburini

Si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Forlì e si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua prima esposizione ha luogo a Forlì nel 1990 nella sala XC Pacifici, nel frattempo Alice trova un laboratorio nel suggestivo vecchio essiccatoio del tabacco a Gambettola, che rimarrà il suo studio per 20 anni. Nel 1995 vince il 3° premio Biennale d’Arte Romagnola a Palazzo del Ridotto, Galleria Comunale d’Arte di Cesena. Nel 1999 viene premiata dalla città di Cesena come giovane pittrice cesenate. Dal 2002 al 2010 la sua attività rallenta, perché diventa mamma di 3 figli. Dal 2013 riprende l’attività di artista ed espone in varie gallerie. La sua ricerca artistica diventa sempre più attiva, con importanti collaborazioni con le gallerie Spazio d’Arte e Galleria Merlino a Firenze, Palazzo Scroffa a Ferrara e Art Studio di Venezia. Alcune sue opere partecipano a varie Art Fair negli USA: nel 2017 “Art Santa Fè” in New Mexico, “Art Aspen” in Colorado, “Seattle Art Fair” e “Art Expo Chicago”; nel 2018 al “The Armony Show” di New York e “L.A. Art” a Los Angeles. Nell’estate del 2018 inizia un viaggio di ricerca e performance di Body Painting, insieme alla figlia, fra Italia e Francia. Sempre nel 2018 partecipa alla collettiva “Base” a Milano e alla Caserma “La Marmora” a Torino , con una sala a lei dedicata. Nel febbraio 2019 per Arte Fiera, presenta la personale“Autotomia” allestita all’Off di Bologna, mentre al Teatro Rossini di Lugo è parte di un’azione teatrale con performance di body painting. Sempre nel 2019, a Rimini presso la Galleria dell’Immagine allestisce la sua mostra personale “Alle origini del visibile”. Sempre a Rimini presenta “Ada, atto d’amore”, insieme a Roberto Di Camillo, corpo della pittura e al violoncellista Sebastiano Severi.